Viaggiare da soli

In realtà non ne so molto e questo ultimo viaggio non è stato il primo in assoluto che ho fatto da sola. A sedici anni me ne andai a Firenze da un’amica del mare, ma ovviamente ero ospite da lei e due anni fa sono salita a Milano, ma ho incontrato un po’ di amici del Twitter.
Insomma pochi giorni fa ho preso il primo aereo da sola e mi sembra una cosa un pochino più importante e che implica un po’ di coraggio in più.

Come quasi tutti sapranno già, ho scelto Londra per il mio primo viaggio da sola perché mi mancava un sacco, ma soprattutto perché la conoscevo già abbastanza bene e quindi mi sentivo più sicura. Devo dire che è stata l’esperienza più importante della mia vita ed è una cosa che consiglio a tutti.
Magari sto ingigantendo tutto perché c’è gente che viaggia da sola da anni e la invidio, ma per me è stato un traguardo non indifferente abbattere alcuni miei limiti.

Partiamo dall’inizio. Ho prenotato questo viaggio a novembre in uno dei periodi più difficili della mia vita e rischiavo addirittura di non partire. Nonostante fossi carichissima per questo 2017, alcuni avvenimenti succedono indipendentemente dalla nostra volontà e sfortunatamente quest’anno è iniziato nel peggiore dei modi. Abbiamo avuto un lutto in famiglia e conseguenza di questo dolore è stata la febbre, una settimana prima della mia partenza.

Sono partita lunedì scorso tutta fighetta col mio porta passaporto e l’etichetta coordinati e mi sono ritrovata a non chiudere occhio per ben quattro notti.

Non so cosa ve ne frega, ma sto per fare una specie di diario di bordo, più che altro per ricordarmi cosa ho fatto e fotografato, infatti vi beccate le foto inedite e senza filtri.

Il primo giorno effettivo mi sveglio, vado alla metro e ”uau c’è un sole bellissimo, fotografiamo tutto quello che ci capita e poi andiamo a comprare i rossetti di Kat Von D che è il motivo per cui io sono qui a Londra!”. Scendo a Oxford Circus, entro da Debenhams, le commesse mi chiedono come sto e se ho bisogno di aiuto e rispondo che sono in paradiso e che sono indecisa su quale rossetto comprare perché li vorrei tutti. Swatcho (?) tutto il possibile sulla mia mano e alla fine esco di lì col portafogli semivuoto saltellando dalla gioia.

Poi mi sono diretta verso l’itinerario che mi ero già organizzata, ovvero Little Venice, Regent’s Canal, Primerose Hill fino ad arrivare a Camden a piedi.

Dopo aver camminato circa due/tre ore ero abbastanza provata e sono tornata in ostello a fotografare i rossetti sulle lenzuola bianche, poi ho preso coraggio e sono andata alla National Portrait Gallery per la prima volta e ho fatto toccata e fuga da Van Gogh che si trova a fianco nella National Gallery.

Sono passata per Piccadilly Circus, ho trovato i cartelloni spenti e ho controllato se non avessi sbagliato stazione per sicurezza, poi sono tornata a King’s Cross, ne ho approfittato per rivedere la stazione e buona notte.

La mattina dopo mi sono svegliata prestissimo, sono andata a Chinatown perché avevo visto una bakery carinissima che faceva dolci a forma di animale, ma alle 9.30 era ancora chiusa e così sono passata per Primark perché ho delle priorità! Ho pranzato a Covent Garden e sono diventata triste per un paio d’ore perché avevo mangiato davvero bene e non potevo condividere la cosa con nessuno, ma poi mi sono ricordata dov’ero e cosa potevo fare e ciaone. Sono andata a fare una passeggiata a Southbank e poi ho visto un Costa che mi ha salvata dal sonno e mi ha dato un po’ di wifi che serve sempre.

Un altro museo che non avevo mai visto era il Tate Modern ed ero curiosissima di visitarlo. Sono passata per la cattedrale di St. Paul e ho passeggiato per il Millenium Bridge dove mi sono un po’ emozionata per il tramonto.

L’ultimo giorno mi sono concessa una English Breakfast, ho girato un po’ per Hammersmit, ho fatto affari da Poundland e sono tornata nel Natural History Museum.

Mi sentivo ancora poco turista e allora mi sono fatta la classica passeggiata Green Park, Buckingham Palace, St. James Park e Westminster.

Come ultime cose sono tornata ad Oxford Street per bere un altro cappuccino gigante e per cena sono andata a Brick Lane che adoro, devo assolutamente ritornarci e andare anche al mercato!

Quella sera ho riposato proprio bene devo dire, mi sono svegliata alle 2.50, ho preso un uber, un pullman e poi ho vagato in aeroporto tutta assonnata.

E adesso vi lascio una carrellata di foto fatte dall’aereo, è stato un piacere e alla prossima.

Ah no scusate, avevo dimenticato il punto dell’articolo. Viaggiare da soli è un’esperienza bellissima che va fatta almeno una volta nella vita, anche se spero che questo sarà solo il primo dei miei tanti viaggi in solitaria.

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Nostalgia di tempi migliori

Oggi odio quelli che prendono sul serio tutto,
quelli che spammano le loro foto di merda su un evento che chiede tutt’altro,
quelli sicuri di sè e delle loro capacità,
quelli che sanno cosa fare della propria vita, mentre io sono in alto mare.

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Quattro anni fa avevo appena concluso il primo anno di università e partivo per il mio primo viaggio all’estero con le amiche.

Di quel viaggio ricordo ogni singolo istante e ogni emozione provata.

La sorpresa di trovare un libro di Alice nel paese delle meraviglie a una sterlina nella libreria sotto l’ostello.
Il fish and chips a King’s Cross dove sono poi ritornata tre anni dopo.
L’imbarazzo di quando la cassiera del Tesco non voleva farmi comprare cinque birre anche se avevo 21 anni.
Il coraggio di scendere nella hall col pigiama nei calzini solo per fare rifornimento di bibite e barrette di cioccolata alla macchinetta dell’ostello.
La scoperta del sushi comprato ad Oxford Street e assaggiato per la prima volta sul prato di Hyde Park in mezzo agli scoiattoli, dopo una mattinata di shopping da Primark.
Il cuore che batteva mentre osservavo i quadri di Van Gogh alla National Gallery.
La paura di sbagliare qualche parola in inglese mentre chiedevo informazioni o parlavo col tizio bono della reception.
La delusione di arrivare a Notting Hill e trovare tutti i negozi chiusi e sbarrati da travi di legno perché c’era il carnevale.

Passeggiare con le amiche di sempre tra le strade di Londra è stato magnifico.
Quattro anni fa ero felice.

 

 

Come cercare di fare soldi per comprare cazzate in viaggio.

Il mio countdown mi informa che mi separano solo 68 giorni da Londra, datemi i soldi!
In questi giorni le sto provando tutte per cercare di raccattare più soldi possibili con scarsi risultati.

 

Ho messo un annuncio su subito.it per vendere il mio vecchio cellulare, ad un prezzo stracciato. Mi scrive un tizio per scambiarlo con un nokia, ma cazzo, voglio i soldi! Un altro mi dice che è interessato e poi non si fa più sentire.

acesub                 Già è tanto che ho risposto a uno che scrive grz!

 

Mi sono registrata su compovendolibri.it e i libri che ho inserito sono stati guardati una volta sola.

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E compratevelo quel ‘Piccole Donne’ vintage del ’63!

 

Ho scaricato depop, c’ho caricato foto di scarpe mai usate, magliette mai indossate e invece di vendere mi ritrovo con un grande desiderio di comprare il mondo, che tragedia.

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Finirò per comprare una Chanel con i soldi che non ho su depop.

 

Fratello ed io abbiamo messo in vendita una fender su vari siti e bam vogliono darci la metà di quanto quella chitarra nuova e bellissima vale.

 

Insomma, come si guadagnano i soldi? Già, lavorando. Ma io dovrei studiare per l’ultimo esame, preparare la tesi e magari dimagrire visto che mi sono appena iscritta in palestra. Potrei fare la signora della notte, ma ho bisogno delle mie sacre otto ore di sonno!

DATEMI I SOLDI.